COMPUTERS AS COGNITIVE MODELS OF COMPUTORS AND VICE VERSA.
According to the dominant formal model in cognitive sciences, cognitive operations are computational and the brain mechanisms that enact them are seen as analogous to those of a computer. Such a model has been criticized from different perspectives: for some it lacks semantics, while for others it i...
| Publicado en: | Epistemologia Vol. 36; no. 1; pp. 18 - 37 |
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| Autor principal: | |
| Formato: | Artículo |
| Publicado: |
Springer Nature
2013
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| Sumario: | According to the dominant formal model in cognitive sciences, cognitive operations are computational and the brain mechanisms that enact them are seen as analogous to those of a computer. Such a model has been criticized from different perspectives: for some it lacks semantics, while for others it is a static or inadequate model, even a 'failed program'. But many of these critics are based on an often-oversimplified conception of Turing's original computing machine, whose sole objective was to imitate 'computors', i.e. humans 'calculating with pencil and paper'. Since this first presentation, Turing himself as well as later scholars have contributed to the refining of the computational model behind the functioning of this machine. However, many of these highly technical modifications were left out in the cognitive appropriation of this model. By revisiting Turing's original machine as well as its theoretical developments, the present paper aims to shed new light on the computational issues related to cognitive models. Secondo il modelloformale dominante nelle scienze cognitive, le operazioni cognitive sono operazioni computazionali e i meccanismi cerebrali che le realizzano sono considerati come analoghi a quelli di un computer. Questo modello è stato criticato da diversi punti di vista. Secondo alcuni, esso difetta di analisi semantica, mentre per altri o è un modello statico, o è inadeguato, o è persino un "programma fallito". Tuttavia molte di queste critiche si basano su una concezione spesso ipersemplificata della macchina originale di Turing, il cui solo obiettivo era quello d'imitare dei "computors", ovvero degli umani "calcolanti con l'aiuto di carta e matita". A partire da questa prima presentazione, molti ricercatori, tra cui Turing stesso, hanno contribuito a sviluppare il modello computazionale che sta alla base del funzionamento di questa macchina. Nonostante ciò, molte di queste modifiche, assai tecniche, sono state trascurate nell'appropriazione cognitiva di questo modello. Rivisitando la macchina originale di Turing, così come i suoi sviluppi teorici, questo saggio intende gettare nuova luce su alcune questioni computazionali connesse ai modelli cognitivi. |
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