| Sumario: | Scopo: Valutazione clinica della capacità di una matrice extracellulare (MEC) di origine ovina, di riattivare il processo di cicatrizzazione in lesioni cutanee non healing, ferme alla fase infiammatoria. Metodi: 8 pazienti, affetti da lesioni cutanee croniche degli arti inferiori di diversa eziologia, presenti da almeno 12 mesi, caratterizzate da fondo inattivo non responsivo a trattamento con medicazioni avanzate e terapie fisiche, sono stati trattati con una MEC costituita per l'85% da collagene e per il 15% da glicosaminoglicani, proteine strutturali e di adesione. L'applicazione della matrice è stata ripetuta ogni 7 giorni, per 4-6 settimane. Al cambio di medicazione, la completa assenza di residui della MEC è stata indicativa di elevati livelli di proteasi responsabili del blocco della lesione nella fase infiammatoria; in questo caso si è proceduto a riapplicarne un doppio strato. La presenza di moderati residui di MEC ha testimoniato invece la riduzione dei livelli di proteasi e l'inizio della fase proliferativa. Risultati: La regolazione dei livelli di proteasi ha evitato la digestione dei tessuti neoformati, consentendone la rigenerazione sulla struttura di supporto fornita dalla MEC. Il superamento della fase infiammatoria ha riattivato il processo di cicatrizzazione, portando alla risoluzione della perdita di sostanza, in termini di profondità, nel 100% dei pazienti valutati e ad una riduzione media della superficie del 15%. Conclusioni: L'utilizzo di una MEC in grado di modulare il livello di proteasi e di fornire un supporto al tessuto neoformato, ha consentito di modificare radicalmente l'andamento di lesioni ferme nella fase infiammatoria, non responsive a molteplici trattamenti.
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