| Sumario: | L'articolo riconsidera la portata estetica e politica di Sud: Giornale di cultura (1945-47), soffermandosi anche su alcuni contributi che Anna Maria Ortese ha apportato alla rivista. Il saggio colloca Sud all'interno del più ampio panorama delle riviste fiorite nell'immediato dopoguerra, mettendone in luce i tratti distintivi. Segue un'analisi critica - inevitabilmente selettiva e non esaustiva - dei sette fascicoli della rivista, con attenzione alle sue dichiarazioni estetiche e politiche nonché ai contributi fondamentali nei campi del reportage, della poesia, della traduzione e della critica d'arte, letteraria e cinematografica, anche in prospettiva transculturale. Una lettura ravvicinata del racconto ortesiano "Dolente splendore del vicolo" e del reportage "Roma, la capitale: Corrispondenza di Anna Maria Ortese", insieme a una discussione conclusiva dei paratesti aggiunti dall'autrice all'edizione del 1994 de Il mare non bagna Napoli, corrobora l'ipotesi che Sud abbia rappresentato un luogo cruciale nel dibattito politico ed estetico del secondo dopoguerra italiano e che Ortese, almeno fino alla pubblicazione de Il mare non bagna Napoli nel 1953, sia rimasta coerente con i principi ideologici della rivista (ad esempio universalismo, realismo, e utopia).
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