Prevalenza ed incidenza delle ulcere da pressione in terapia intensiva: risultati dalla letteratura dell'ultimo quinquennio.
Introduction: ICUs' patients are particularly exposed to risk of pressure sores development, for the extremely limited physical activity and the loss of self-sufficiency related to mobilization in the bed. Other risk factors are sedative and miorelaxants agents, metabolic dysfunction due to sepsis,...
| Publicado en: | SCENARIO: Official Italian Journal of ANIARTI Vol. 29; no. 2; pp. 4 - 12 |
|---|---|
| Autores principales: | , , |
| Formato: | statistics tables/charts Journal Article |
| Publicado: |
ANIARTI
Apr2012
|
| Acceso en línea: | Ver este registro en EBSCOhost |
| Sumario: | Introduction: ICUs' patients are particularly exposed to risk of pressure sores development, for the extremely limited physical activity and the loss of self-sufficiency related to mobilization in the bed. Other risk factors are sedative and miorelaxants agents, metabolic dysfunction due to sepsis, trauma, major burns and surgery, and the impaired intake of nutrients. Moreover ICUs deliver a large number of technologically advanced treatments and vital supports that can determine skin lesions due to devices in body areas not typically affected by pressure sores. The aim of this paper is to reveal the impact of the pressure ulcers problem in ICUs through a review of original articles indexed in Medline from 2005 to date. Results: the prevalence of pressure sores is extremely various depending on the authors (1.44%--32.7%). It's the same case for the incidence, that is ranging from 5.4% to 53.4%. The risk factors for pressure ulcers emerged from literature were low scores of Braden and Norton scales, age > 70 years, diabetes, length of stay, hypotension, malnutrition, hypoalbuminemia, high values of APACHE II scores, and medications. Discussion: the important differences between the prevalence rates of pressure sores are probably due to the variability in nursing clinical practice, the presence of (updated?) procedures, organizational variables, healthcare workers' skills, risk factors, and treatments carried out in ICU. Conclusions: to date we can't definitively draw the picture of the pressure sores problem in ICUs, directed to the solid recognition of the real typical risk factors for the ICUs' setting, besides "the traditional" ones. Introduzione: i degenti in terapia intensiva (TI) sono particolarmente esposti al rischio di lesioni da pressione (LdP), a causa dell'estrema limitazione nell'attività fisica e della frequente mancanza di autosufficienza nella mobilizzazione nel letto. Altri fattori per il rischio di sviluppo di LdP sono l'ampio uso di farmaci sedativi e miorilassanti, alterazioni di metabolismo dovute a sepsi, trauma, ustione e chirurgia maggiore, e il ridotto apporto nutrizionale. Inoltre le TI offrono numerosi trattamenti e supporti alle funzioni vitali tecnologicamente avanzati che possono determinare lesioni a carico dei tegumenti dovute tipicamente alla presenza di devices anche in sedi non tradizionalmente interessate dalle LdP. Problema: verificare l'impatto del problema nelle TI attraverso una revisione della letteratura indicizzata su Medline dal 2005 ad oggi. La prevalenza delle LdP è estremamente variabile secondo fonti esaminate (1.44%-32.7%) così come l'incidenza, che si articola in un range tra 5.4% e 53.4%. I fattori di rischio emergenti dalle analisi di correlazione sono: basso punteggio delle scale di Braden e di Norton, età > 70 anni, diabete, lunghezza di degenza, ipotensione, malnutrizione, ipoalbuminemia, elevati valori di APACHE II, e i farmaci. Discussione: le importanti differenze in termini di prevalenza ed incidenza delle LdP nelle TI sono probabilmente attribuibili alla grande varietà di case-mix dei malati, alle pratiche più o meno standardizzate di assistenza, alla presenza di protocolli aggiornati o meno, alle tipologie organizzative, agli skill degli operatori, ai fattori di rischio e alle terapie messe in atto nelle TI. Conclusioni: ad oggi non è possibile, anche per i limiti metodologici che gli studi di prevalenza ed incidenza hanno, definitivamente tratteggiare un quadro globale ed esaustivo del problema, ed alla solida individuazione di reali fattori di rischio caratteristici del contesto delle TI, in aggiunta a quelli cosiddetti tradizionali. |
|---|