Dolore neuropatico: iter diagnostico-terapeutico Revisione narrativa della letteratura.

Background: Il dolore neuropatico (DN) è definito “un'esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata o simile a quella associata a un danno tissutale effettivo o potenziale”. Esso può essere associato a lesioni o a malattie neurologiche con una distribuzione neuroanatomicamente plausibile e c...

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Detalles Bibliográficos
Publicado en:MR Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa Vol. 40; no. 4; pp. 6 - 11
Autores principales: CAMPIONE, Gioacchina Martina, IPPOLITO, Mariachiara, CORTEGIANI, Andrea
Formato: Journal Article
Publicado: Springer Healthcare Italia Srl dic2024
Acceso en línea:Ver este registro en EBSCOhost
Descripción
Sumario:Background: Il dolore neuropatico (DN) è definito “un'esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata o simile a quella associata a un danno tissutale effettivo o potenziale”. Esso può essere associato a lesioni o a malattie neurologiche con una distribuzione neuroanatomicamente plausibile e con determinati segni sensoriali, che viene confermato da un esame diagnostico. L’obiettivo di questa review è quello di sintetizzare la corretta gestione diagnostico-terapeutica dei pazienti affetti da DN. Main text: Il DN può essere classificato in periferico e centrale in base alle cause sottostanti. I segni e i sintomi da DN sono vari e dipendono da diversi fattori. La diagnosi di DN è clinica con una particolare attenzione rivolta all’anamnesi, all’esame clinico e ai questionari diagnostici; sono inclusi, inoltre, test sensoriali quantitativi, indagini di laboratorio, biopsie cutanee e miscroscopia confocale corneale. Per quanto riguarda il trattamento, gli antidepressivi sono i farmaci di prima linea per la gestione del dolore neuropatico; i gabapentinoidi, i cerotti di lidocaina o di capsaicina e il tramadolo sono raccomandati come trattamenti di seconda linea, mentre tra le opzioni di terza linea vi sono tossina botulinica A-emoagglutinina, oppiodi, naltrexone e naloxone a basso dosaggio oppure vari trattamenti non farmacologici e la terapia fisica. Conclusione: L’utilizzo di un trattamento farmacologico combinato e personalizzato sembra essere un buon presupposto per migliorare la qualità di vita del paziente. Proporre delle campagne di prevenzione del dolore cronico potrebbe essere un buon presupposto per il futuro.